venerdì 8 aprile 2011
mercoledì 6 aprile 2011
Foto in scatola
Una serie di immagini sul lavoro di oggi, in attesa delle foto fatte con le pinhole:
Cos’è una “Camera obscura”?
Tutti gli apparecchi fotografici, anche i più moderni, sono formati da una piccola camera oscura. Che cos’è una “camera obscura”? E’ una espressione latina che significa “camera oscurata”. Precursori nell’ utilizzarla per osservare le eclissi furono gliarabi, ma Leonardo da Vinci fu uno dei primi a darne una esatta definizione, nel Codice Atlantico.
Cos’è una "pinhole"?
Lavorare con una fotocamera a foro stenopeico ha pregi e difetti:
DIFETTI
- tempi di posa incredibilmente lunghi
- impossibilità di fotografare a mano libera anche in pieno sole (ci vuole il cavalletto)
- l'immagine ottenuta non è perfettamente nitida
PREGI
- l'immagine risulta sempre leggibile, da zero a infinito.
- non è necessario che la pellicola sia planare o parallela al piano dell'ottica.
- è possibile la la costruzione di super grandangolari (fisheye).
- qualunque scatola può essere trasformata in una fotocamera a foro stenopeico.
- costi bassi
Oggi abbiamo usato anche uno stereoscopio.
Lo stereoscopio è un dispositivo ottico per la visione di immagini stereoscopiche.
Sviluppato per la prima volta nel 1832 da sir Charles Wheatstone utilizzando coppie di disegni similari e successivamente la nascente fotografia, lo stereoscopio si è poi evoluto nello stereoscopio a lenti di sir David Brewster.
Durante tutto il XIX secolo lo stereoscopio è stato utilizzato per la visione di stereogrammi su carta o su vetro.

(foto Dieter Albers)
Cos’è una “Camera obscura”?
Tutti gli apparecchi fotografici, anche i più moderni, sono formati da una piccola camera oscura. Che cos’è una “camera obscura”? E’ una espressione latina che significa “camera oscurata”. Precursori nell’ utilizzarla per osservare le eclissi furono gliarabi, ma Leonardo da Vinci fu uno dei primi a darne una esatta definizione, nel Codice Atlantico.
Cos’è una "pinhole"?
Un apparecchio fotografico stenopeico, dal greco "stenos opaios" = PICCOLO FORO, è una scatola vuota e nera al suo interno, con un forellino su una parete e un foglio fotosensibile su quella opposta. Il principio di formazione dell'immagine, proiettata su uno schermo attraverso il foro, è noto da millenni.
La definizione (nitidezza) di una immagine ottenuta con un foro stenopeico, posto ad una distanza nota, varia al variare del diametro del foro. La formula matematica che permette di calcolare il diametro ottimale (D) di un foro data la sua distanza dal piano pellicola è:
Lavorare con una fotocamera a foro stenopeico ha pregi e difetti:
DIFETTI
- tempi di posa incredibilmente lunghi
- impossibilità di fotografare a mano libera anche in pieno sole (ci vuole il cavalletto)
- l'immagine ottenuta non è perfettamente nitida
PREGI
- l'immagine risulta sempre leggibile, da zero a infinito.
- non è necessario che la pellicola sia planare o parallela al piano dell'ottica.
- è possibile la la costruzione di super grandangolari (fisheye).
- qualunque scatola può essere trasformata in una fotocamera a foro stenopeico.
- costi bassi
Oggi abbiamo usato anche uno stereoscopio.
Lo stereoscopio è un dispositivo ottico per la visione di immagini stereoscopiche.
Sviluppato per la prima volta nel 1832 da sir Charles Wheatstone utilizzando coppie di disegni similari e successivamente la nascente fotografia, lo stereoscopio si è poi evoluto nello stereoscopio a lenti di sir David Brewster.
Durante tutto il XIX secolo lo stereoscopio è stato utilizzato per la visione di stereogrammi su carta o su vetro.

(foto Dieter Albers)
lunedì 4 aprile 2011
venerdì 1 aprile 2011
Una legge per il circuito semplice
Usa quest'applet sui circuiti e scopri una nuova legge.
- Procedi così: fissa la resistenza R (per esempio 10 ohm) e la differenza di potenziale G del generatore a 5 volt. Chiudi l'interruttore blu trascinandolo con il mouse. Sull'amperometro leggerai l'intensità di corrente che circola nel circuito. Varia G portando a 6 volt il suo valore. Che nuovo valore avrà la corrente? Trascrivilo. Aumenta ancora G e così via (ripeti fino a G=20 volt).
Prepara una tabella con i valori di G in volt e la corrente I in ampere, poi costruisci il grafico.
Cosa ottieni? Come sono tra loro la tensione e la corrente?
- Procedi così: fissa la resistenza R (per esempio 10 ohm) e la differenza di potenziale G del generatore a 5 volt. Chiudi l'interruttore blu trascinandolo con il mouse. Sull'amperometro leggerai l'intensità di corrente che circola nel circuito. Varia G portando a 6 volt il suo valore. Che nuovo valore avrà la corrente? Trascrivilo. Aumenta ancora G e così via (ripeti fino a G=20 volt).
Prepara una tabella con i valori di G in volt e la corrente I in ampere, poi costruisci il grafico.
Cosa ottieni? Come sono tra loro la tensione e la corrente?
- Esegui un secondo esperimento. Lascia G costante (12 volt). Varia R, da 2 a 10 ohm; ogni volta misura la corrente I. Indica con x la resistenza e con y la corrente. Costruisci tabella e grafico. Cosa trovi?
giovedì 31 marzo 2011
Il Laboratorio Fotografico che faremo
La prossima settimana si parte con il Ludobus di Noris Lazzarini, dove svilupperemo le nostre fotografie realizzate con una camera oscura.
La camera oscura è il dispositivo ottico alla base di tutta la tecnica fotografica. Ancora oggi gli apparecchi per riprese fotografiche sono chiamati camere. Le prime camere oscure erano infatti delle vere stanze abitabili al cui interno i pittori e gli scienziati lavoravano.
Una camera oscura può essere composta da una semplice scatola chiusa con un piccolo foro detto stenopeico su un lato che lasci entrare la luce. La luce proietta sul lato opposto all'interno della scatola l'immagine capovolta di quanto si trova avanti al foro. Più il foro è piccolo e più l'immagine risulta nitida e definita. Il pregio maggiore di una camera così semplice è che tutti gli oggetti paiono a fuoco, a prescindere dalla loro distanza dal foro. Il foro stenopeico si comporta come un obiettivo che non ha una sua lunghezza focale specifica. Il foro, per contro, fa passare pochissima luce.

Ma come la usavano gli artisti?
Guarda i disegni, tratti dal sito www.cultor.it, nei quali puoi far riferimento al monogramma di Vermeer scritto sotto per capire come l'artista vedeva l'immagine sullo schermo:

a) qui sopra l'immagine del soggetto esterno (molto illuminata) è proiettata sul muro opposto al foro;

b) qui l'immagine è proiettata su uno schermo trasparente (di vetro) in maniera tale che l'artista possa riportare su un foglio, posto dall'altra parte dello schermo, i contorni della figura.

c) si vede una camera oscura portatile con specchio posto a 45° e con uno schermo superiore trasparente. L'artista vede l'immagine proiettata su di esso invertita (destra al posto della sinistra). La proiezione del monogramma di Vermeer sullo schemo è capovolta nella a), capovolta e ribaltata nella b) e invertita nella c).
La camera oscura è il dispositivo ottico alla base di tutta la tecnica fotografica. Ancora oggi gli apparecchi per riprese fotografiche sono chiamati camere. Le prime camere oscure erano infatti delle vere stanze abitabili al cui interno i pittori e gli scienziati lavoravano.
Una camera oscura può essere composta da una semplice scatola chiusa con un piccolo foro detto stenopeico su un lato che lasci entrare la luce. La luce proietta sul lato opposto all'interno della scatola l'immagine capovolta di quanto si trova avanti al foro. Più il foro è piccolo e più l'immagine risulta nitida e definita. Il pregio maggiore di una camera così semplice è che tutti gli oggetti paiono a fuoco, a prescindere dalla loro distanza dal foro. Il foro stenopeico si comporta come un obiettivo che non ha una sua lunghezza focale specifica. Il foro, per contro, fa passare pochissima luce.
Ma come la usavano gli artisti?
Guarda i disegni, tratti dal sito www.cultor.it, nei quali puoi far riferimento al monogramma di Vermeer scritto sotto per capire come l'artista vedeva l'immagine sullo schermo:

a) qui sopra l'immagine del soggetto esterno (molto illuminata) è proiettata sul muro opposto al foro;

b) qui l'immagine è proiettata su uno schermo trasparente (di vetro) in maniera tale che l'artista possa riportare su un foglio, posto dall'altra parte dello schermo, i contorni della figura.

c) si vede una camera oscura portatile con specchio posto a 45° e con uno schermo superiore trasparente. L'artista vede l'immagine proiettata su di esso invertita (destra al posto della sinistra). La proiezione del monogramma di Vermeer sullo schemo è capovolta nella a), capovolta e ribaltata nella b) e invertita nella c).
mercoledì 30 marzo 2011
The Blue Marble
Ci scrive Wallace J. Nichols dopo il Summit a proposito delle biglie blu che tutti i partecipanti hanno ricevuto:
About 2 years ago at a lecture in the New England Aquarium's IMAX theater I started sharing blue marbles with people whenever I gave public talks, as a way to make our ocean conservation message a little more "sticky" and as a way to encourage further conversation and sharing. The basic idea is to give someone a blue marble as a token of gratitude for what they are doing for our planet.
About 2 years ago at a lecture in the New England Aquarium's IMAX theater I started sharing blue marbles with people whenever I gave public talks, as a way to make our ocean conservation message a little more "sticky" and as a way to encourage further conversation and sharing. The basic idea is to give someone a blue marble as a token of gratitude for what they are doing for our planet.
Perché una biglia blu?
Blue Marble è una famosa fotografia della Terra scattata dall'equipaggio dell'Apollo 17 ed è una delle immagini più distribuite. Dalla distanza di circa 29000 km la Terra appare come una biglia blu.
martedì 29 marzo 2011
Rette sul piano cartesiano
Un'animazione interattiva per capire il significato di coefficiente angolare m e termine noto q nell'equazione generale della retta.
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