lunedì 26 ottobre 2009

I muscoli facciali

Nella testa riconosciamo i muscoli mimici (o pellicciai) e i muscoli masticatori. Nel collo invece riconosciamo muscoli anteriori, con azione prevalentemente di abbassamento della mandibola e quindi antagonisti dei masticatori, muscoli laterali, con diverse azioni, e i muscoli posteriori, estensori della testa.
I muscoli motori del bulbo oculare fanno parte dell’apparato visivo.
I muscoli mimici sono così chiamati perchè determinano tutte le espressioni del volto. I più noti sono i due buccinatori, che formano la parete delle guance e sono così detti perchè intervengono nell’azione del soffiare, azione che viene svolta con forza da chi suona la tromba (che gli antichi romani chiamavano "buccìna", dal nome della grossa conchiglia che veniva suonata prima che si inventassero le trombe vere), il frontale o corrugatore della fronte, l’orbicolare della bocca, i due orbicolari degli occhi e così via. E’ un muscolo pellicciaio anche il platìsma contribuisce all’abbassamento della mandibola.
Ricordiamo che i muscoli mimici sono anche detti pellicciai in quanto hanno almeno l’inserzione nel derma cutaneo.
I muscoli masticatori hanno la funzione di sollevare la mandibola. Sono rappresentati dai due temporali, a forma di ventaglio; i due massetèri, che dall’arcata zigomatica si portano all’angolo della mandibola e infine dai quattro pterigoidei che sono responsabili dei limitati movimenti di spostamento laterale o in avanti della mandibola.
Nel collo, si è detto, troviamo muscoli anteriori, laterali e posteriori.
I muscoli sottoioidei sono invece tesi tra osso ioide, gabbia toracica e laringe. Contribuiscono ai movimenti di quest’ultima, ma possono intervenire nella inspirazione forzata contribuendo a sollevare il torace. Nella regione laterale del collo si trova lo sternocleidomastoideo. Quando i due muscoli controlaterali si contraggono assieme si ha la flessione anteriore della testa, quando lavora uno solo si ha la flessione laterale. La prevalente funzione dei muscoli posteriori è la estensione della testa.





Nel filmato la maschera-robot di Einstein le cui espressioni sono comandate da un computer:

10 commenti:

Susy 2a ha detto...

Mamma mia!!!!! ma come hanno fatto??? e' impressionante!!!! baci, susy

Scuola Breda ha detto...

troppo bello questo robot e mi chiedo come hanno fatto

Scuola Breda ha detto...

troppo bella questa riproduzione della faccia di Einstain

Battista Manuel

Scuola Breda ha detto...

ke impressione!!!!!

Scuola Breda ha detto...

che roba!!! Bellissimo!!!! :-D

Scuola Breda ha detto...

ciiiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooo
cheeeee ffooorrrzzzaaaa sono intelligenti come me........... baci luca..........albique.........

Scuola Breda ha detto...

IL VIDEO è MOLTO BELLO E LE ESPRESSIONI DI EINSTEN SONO DAVVERO INTERESSANTI E NUMEROSE.

SIMONA

Scuola Breda ha detto...

forttissimo Einstein sembra proprio vero!!!!!!!!!!!!!!!!!! chissa come hanno fatto ha costruirlo!!!! i suoi marchingengi devono essere molto complicati!!!

ps:potremmo finirgli tutto il corpo e farlo correre con noi AAAA

DA CLAUDIA e GIORGIA

Anonimo ha detto...

Claudia e Giorgia,

come hanno fatto a costruirlo non è difficile da capire, ma il punto è che sicuramente se l'hanno costruito non sono così idioti da non saper parlare nemmeno la loro lingua d'origine (mi riferisco al come hanno fatto HA costruirlo).

Che amarezza. E vogliono chiudere l'accademia della Crusca. Che paese di bimbiminkia.

breda in rete ha detto...

Caro Anonimo,
l'ortografia è solo uno dei problemi della scuola italiana. Ormai il 30% dei bambini che termina le scuole elementari arriva alle medie SENZA i cosiddetti prerequisiti: tabelline, lettura tecnica, lettura e comprensione di testi, padronanza dell'ortografia... e la preoccupazione prevalente della scuola è quella di evitare i ricorsi.
Una bella, amarissima analisi è quella fatta da Paola Mastrocola in "Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare".
Intanto noi andiamo avanti. Correggendo gli errori, cercando di far apprezzare Pitagora e Galileo, Darwin e Mendel. Qualcosa resterà, non credi?